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C3.3. Gli infusi

Il tè fa parte della categoria degli infusi, ovvero bevande derivate da sostante vegetali messe a macerare in acqua bollente per alcuni minuti, filtrate e successivamente bevute.
Spesso nel linguaggio corrente si confondono i tè aromatizzati con gli infusi: il tè al gelsomino contiene foglie di tè e fiori di gelsomino, quindi si tratta di un tè aromatizzato; il tè alla menta a volte è tè (ottimo quello verde) con menta, ma frequentemente è un infuso alla menta, perché contiene solo foglie di menta.
Gli infusi sono consumati, oltre che per il piacere di gustarli, anche per le loro proprietà curative. Come per il tè, sono proposti sia sfusi sia in bustine, con grande differenza qualitativa.
Un bar che voglia offrire un ottimo servizio di infusi, dovrebbe acquistare i prodotti sfusi presso un’azienda di fiducia, che garantisca la freschezza del prodotto ma anche l’assenza di trattamenti chimici; la freschezza è un requisito importante perché con il passare del tempo le proprietà medicamentose vengono meno.

Infusi

Il servizio

Per preparare un infuso occorre portare l’acqua a ebollizione, poi versarla subito sulla sostanza vegetale (erbe, fiori, frutti). Si muove e si lascia macerare per circa 10 minuti. Se preparato con prodotti sfusi si filtra e si beve dolcificato a piacere con zucchero o miele.
Il servizio degli infusi ha le stesse modalità indicate per il tè; l’unica differenza è che non si servono aromatizzanti quali il limone o il latte. Per il servizio delle tisane si dovrebbero usare teiere differenti da quelle usate per il tè, perché nella teiera rimangono aromi.
Anche quando si beve una camomilla non si dovrebbe aggiungere limone, ma poiché molte persone lo gradiscono, per evitare disservizi è prassi chiedere al cliente se lo desidera; alcuni locali evitano la domanda e lo servono comunque (è un errore).

Il canarino

Il canarino

 

Il nome di questa bevanda aromatica, consumata prevalentemente per le sue proprietà digestive, dipende dal suo colore giallo chiaro.
Si tratta di un infuso a base di sola buccia di limone; si raccomanda l’utilizzo di limoni biologici, per evitare le sostanze chimiche presenti nella buccia per conservare il frutto.
La preparazione prevede che con l’apposito coltellino economo (con la barretta), si tagli a spirale la buccia di un intero limone (precedentemente lavato), che viene poi disposta nell’apposito bicchiere per bevande calde lunghe, alla quale si aggiunge acqua bollente.
Il canarino può essere preparato anche in una teiera o direttamente nella tazza (preferibilmente più grande della normale tazza da tè). Si serve con sottotazza, cucchiaino e zucchero, anche se per svolgere al meglio la funzione digestiva la bevanda andrebbe consumata non zuccherata.

 

 

Il decotto

L’infusione si applica in genere a foglie e frutti, dai quali è facile estrarre i vari principi attivi. Alcune tisane (termine che indica bevande ottenute sia tramite infusione sia per decozione) però sono ottenute da sostanze più difficilmente penetrabili all’azione dell’acqua, come radici, cortecce e semi. In questo caso, per estrarre le loro proprietà, è necessario eseguire una decozione: si mette la sostanza vegetale sminuzzata nell’acqua e si fa bollire dolcemente per 10-20 minuti. Si lascia riposare il decotto qualche minuto,
poi si filtra e si serve in apposite teiere.