You are here

A2.4. Ergonomia

L’ergonomia è la scienza che studia l’interazione fra tutti gli elementi presenti nei luoghi di lavoro e l’uomo. Scopo dell’ergonomia è fornire indicazioni e norme per la progettazione di sistemi,macchinari, attrezzature e altro permigliorare la sicurezza, la salute, il comfort e le prestazioni degli operatori.
Nel rapporto tra uomo e luogo di lavoro devono essere soddisfatti alcuni requisiti: l’aspetto, il benessere (acustico, igrotermico, ottico-visivo, respiratorio-olfattivo), la fruibilità, la sicurezza e l’igiene.
Cosa c’entra l’ergonomia con un cameriere e un barista? L’ergonomia riguarda tutti i lavoratori, e un’attenzione a questi aspetti permette di lavorare e vivere meglio.
Alcuni esempi in cui rientrano i concetti di ergonomia:

  • una distribuzione degli spazi che permetta di muoversi in modo agevole e riservi spazi liberi adeguati;
  • una disposizione delle attrezzature che riduca i movimenti e gli spostamenti;
  • un’altezza di mobilio (tavoli, carrelli, ecc.) e dei piani di lavoro più alta degli standard minimi, per affaticare meno la schiena e lavorare più velocemente;
  • una maggiore attenzione al peso delle attrezzature che il personale deve continuamente movimentare (piatti, posate, ecc.) al momento dell’acquisto;
  • un’organizzazione del lavoro che preveda procedure operative atte a ridurre gli sforzi fisici;
  • l’utilizzo di attrezzature idonee per compiere lavori specifici;
  • la corretta posizione e l’adeguata quantità di fonti luminose, per lavorare in modo sicuro e agevole, senza abbagliamenti o aree troppo scure;
  • un utilizzo di colori (pareti, divise, tovagliato, ecc.) che renda l’ambiente di lavoro piacevole e stimolante;
  • una progettazione degli ambienti studiata per attenuare i rumori;
  • … e tanti altri.

Gran parte delle scelte vengono fatte da progettisti e gestori, e non sempre l’ergonomia viene tenuta in debita considerazione. Nella gran parte dei casi si compiono scelte errate per disinformazione o sottovalutazione dell’importanza dell’ergonomia. Va precisato che ciò non significa che i locali e gli ambienti di lavoro non siano a norma di legge, ma adottare concetti ergonomici significa superare i parametri minimi stabiliti dalla normativa e pensare al benessere dei collaboratori come un plus aziendale, vantaggio che poi si ripercuote anche sull’economia dell’azienda, grazie amaggiori vendite,meno turn-over di personale, clientela più soddisfatta, ecc.
Due esempi banali quanto importanti.
Nel ristorante, l’uso di tavoli per i commensali e carrello di servizio più alti di quelli previsti dai minimi di legge permette al cameriere di inclinare meno la schiena, con minor affaticamento e maggior rapidità di servizio.
Lo stesso problema lo troviamo nel bar, dove l’uso della pedana costringe il barista a doversi piegare molto per lavorare sul banco di lavoro e per aprire i frigoriferi. L’eliminazione della pedana o l’utilizzo di pedane più basse o di banchi più alti comporta notevoli miglioramenti per il dipendente in termini di benessere, e di conseguenza per l’azienda un aumento della produttività.
È importante che il personale collabori e fornisca suggerimenti e indicazioni ai datori di lavoro per potenziare l’ergonomia del posto di lavoro, anche se spesso i dipendenti che subiscono su se stessi le scelte “antiergonomiche” non sono coscienti di tali problematiche.